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VOTARE "NO" È UN GESTO DI CORAGGIO, SIGNIFICA METTERE IL MUNICIPIO DI LOSONE IN CONDIZIONI DI LAVORARE PER LO SVILUPPO DI UN PROGETTO NELL'INTERESSE DEI CITTADINI DI LOSONE

10 GIUGNO 2018 VOTAZIONE CONSULTIVA

 

I cittadini di Losone si recheranno alle urne per votare sulla possibile riapertura del centro richiedenti asilo.

 

E’ tempo di cercare nuove soluzioni per il futuro di Losone, i cittadini i nostri figli meritano un futuro che garantisca posti di lavoro permanenti a vantaggio di tutti.

 

PER QUESTO MOTIVO E VOTARE "NO" È IMPORTANTE !

Per informare in modo trasparente

 

Si è costituito un comitato del "NO" alla riapertura del centro richiedenti asilo presso la ex caserma San Giorgio a Losone, persone come voi che hanno lavorato con costante impegno per permettervi di avere le idee chiare su un argomento così importante e delicato per il nostro Comune. Non si sta decidendo solo se aprire un centro richiedenti asilo ma si stanno decidendo le sorti future del nostro Comune e dei suoi cittadini e generazioni future.

 

ORA È IL MOMENTO GIUSTO PER PRENDERE IN MANO IL NOSTRO FUTURO

PER FARLO BISOGNA ESSERE CORAGGIOSI

VOTANDO "NO"

IL COMITATO DEL "NO" ALLA RIAPERTURA

DEL CENTRO RICHIEDENTI ASILO ALLA

EX CASERMA SAN GIORGIO DI LOSONE

VIDEO SULL'ARGOMENTO

E il Municipio che fa ? Basta guardare l'edizione speciale di Losoneé!

 

“violenza politica”

 

messa in atto da parte del nostro Municipio, il quale così attivo, vivace, intraprendente … non l’ho mai visto!

 

Il vero è che è scandaloso utilizzare un’edizione straordinaria del nostro bollettino comunale, quindi pagato da tutti noi, per sostenere con fermezza e anche un po’ di ipocrisia la campagna del SI.

 

Vergognoso è anche che si sono permessi di commentare le nostre motivazioni su di un organo che doveva dimostrarsi imparziale!

 

Sembra come se fossimo nella storia di Davide contro Golia … vi ricordate come andò a finire ?

Centro d’asilo a Losone : una questione di soldi !

 

 

In un opuscolo inviato negli scorsi giorni ai cittadini di Balerna, Novazzano e Chiasso la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha informato che a partire dal 2022/2023 dovrebbe entrare in funzione il nuovo Centro federale d’asilo che avrà una capienza di 350 posti letto e che verrà costruito in una zona al confine fra Balerna e Novazzano. Dove ospitare i richiedenti l’asilo durante la fase di transizione ? Nell’opuscolo si ribadisce che in cima alle priorità c'è l'ex-caserma di Losone, ma qualora i losonesi non fossero d’accordo vi sarebbe già un’alternativa, ossia quella di utilizzare a partire dalla primavera del 2019 l’edificio delle FFS , in zona Pasture (a Balerna/Novazzano) , che potrebbe ospitare 220 persone .

 

E' dunque evidente che nel caso in cui i losonesi, nella votazione in programma il 10 giugno, dovessero bocciare la proposta di riaprire per almeno 3 anni (dalla prossima primavera) il centro per richiedenti l'asilo , questi ultimi non rimarrebbero senza un tetto perché troverebbero una sistemazione nei pressi della frontiera di Chiasso. Ciò fra l'altro eviterebbe perdite di tempo e di denaro per le centinaia o migliaia di trasferte che nei prossimi tre anni si renderebbero necessarie per trasportare i richiedenti l'asilo da Chiasso a Losone, in una struttura (l'ex-caserma) che oltretutto da molti punti di vista non sarebbe conforme con le norme previste da leggi e ordinanze in materia di costruzioni destinate all'abitazione ( si pensi ad esempio all'enorme sovraconsumo di olio combustibile per il riscaldamento e la produzione di acqua calda dovuto alla vetustà delle finestre e delle porte dell'intero fabbricato costruito una settantina di anni fa ).

 

Per far breccia nei cuori dei cittadini di Losone i fautori della riapertura del Centro d’asilo puntano molto sull'aspetto umanitario , ma è giusto che i losonesi sappiano che da questo punto di vista anche se uscisse un NO dalla urne non vi sarebbe alcun problema in quanto vi sarebbe già un'alternativa nel Basso Mendrisiotto, da molti punti di vista anche più idonea. Ma allora perché sbandierare tanto l'aspetto umanitario ? Non è che in realtà si tratta solo di un alibi per coprire interessi pur sempre legittimi ma assai meno nobili, come l'affitto di 600'000 franchi che la Confederazione sarebbe disposta a versare al Comune, o la possibilità di avere a disposizione gratuitamente della mano d’opera per piccoli lavori di utilità pubblica ?

 

Il sospetto è lecito se si pensa ad esempio che 6 consiglieri comunali dell'UDC - partito che a livello federale e cantonale è giustamente critico verso la politica dell'asilo e che recentemente ha lanciato un'iniziativa contro l'immigrazione di massa sostenuta a Losone dal movimento del Guastafeste - hanno sorprendentemente sottoscritto , assieme ad altri 14 consiglieri comunali in prevalenza dell'area catto-socialista , una presa di posizione che invita i losonesi a votare a favore della riapertura del Centro d’asilo all'ex-caserma perché, fra le altre motivazioni, " offrire un riparo a persone (...) con condizioni economiche disastrose è in primo luogo giusto dal profilo etico e secondariamente formativo per la popolazione locale che ha l'occasione di toccare con mano questo tipo di realtà". Tutto il contrario di quel che predica l’UDC a livello federale e cantonale…

 

 

Giorgio Ghiringhelli (sostenitore del NO al Centro d’asilo di Losone)

Politica e Potere

 

 

Piero Marchesi sulla riapertura dell'ex caserma San Giorgio ai richiedenti d'asilo: "Giusto che vinca la democrazia, ma la politica promossa da Sommaruga non deve trovare spazio in Ticino. E su Soldati e Pinoja..."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il presidente UDC ritiene inoltre che "Losone e il Ticino abbiano già dato e contribuito molto a favore della migrazione, sia per il centro di registrazione di Chiasso che con il sacrificio che la popolazione losonese ha già espresso negli ultimi anni"

© Ti-Press / Davide Agosta

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LOSONE – Il giorno della votazione per la riapertura del Centro richiedenti asilo presso l'ex caserma San Giorgio a Losone si avvicina inesorabilmente. E il tema continua a spaccare in due l'opinione pubblica e i partiti politici in gioco.

 

Il prossimo 10 giugno, sarà, ovviamente, la popolazione di Losone a decidere se (ri)accogliere positivamente o meno l'iniziativa promossa dalla Consigliera federale Simonetta Sommaruga, ma la campagna di favorevoli e contrari sembra ormai essere entrata nel vivo.

 

Attraverso le pagine del Cdt, il municipale di Losone e coordinatore dell'UDC Alfredo Soldati si è schierato a favore della riapertura dell'ex caserma, sostenendo che "in queste settimane che precedono il voto, i losonesi hanno purtroppo dovuto subire un bombardamento di falsità, di imprecisioni, di scorrettezze e di sospetti con l'unico scopo di confondere loro le idee a scopi elettorali".

 

"A Losone – si legge nell'opinione di Soldati – si deve soltanto decidere se, sulla scorta della precedente esperienza, la popolazione vorrà riconoscere come opportunità e non come tragedia concedere alla SEM l'utilizzo della ex caserma per altri tre anni".

 

La presa di posizione di Soldati non ha spiazzato il presidente UDC Piero Marchesi, che a Liberatv spiega però di non comprendere, né condividere la mossa del collega. "Con Soldati e Daniele Pinoja (anche lui municipale a Losone e membro dell'UDC) – dichiara Marchesi – siamo in contatto da mesi sul tema. Chiaramente loro analizzano la situazione con il cappello dell'amministratore comunale, evidenziando i benefici economici e occupazionali del progetto, ma dimenticano che l'attitudine del buon funzionario può avere delle conseguenze politiche estremamente controproducenti".

 

E ancora: "A mio avviso, nel loro caso, avrebbero dovuto vestire i panni dei politici UDC quali sono, e attribuire un peso ben maggiore ai principi che stanno alla base della politica migratoria cantonale e federale del nostro Partito. L'UDC combatte infatti da anni l'azione del Dipartimento diretto dalla Consigliera Federale Sommaruga perché propenso ad accogliere in particolare dei migranti economici, cioè quelli che nulla hanno a che fare con le persone in pericolo di morte. Un Sì di Losone non farebbe altro che favorire questa politica sbagliata e contradditoria che rende il nostro Paese meta attrattiva agli occhi dei migranti economici. La Svizzera deve impegnarsi ad accogliere chi è minacciato nella propria incolumità e scappa da conflitti, non certo chi va alla ricerca di condizioni migliori di vita. La Svizzera non può e non deve ospitare migranti economici. Per questo motivo reputo l'azione dei nostri colleghi di Losone incoerente, anche se riconosco loro la buona fede e il rispetto per le Istituzioni".

 

Il presidente UDC ritiene inoltre che "Losone e il Ticino abbiano già dato e contribuito molto a favore della migrazione, sia per il centro di registrazione di Chiasso che con il sacrificio che la popolazione losonese ha già espresso negli ultimi anni".

 

Piero Marchesi giudica "corretta la scelta del Municipio di fare decidere alla popolazione. Viviamo in un paese democratico – continua – ed è giusto che vinca e venga rispettata la democrazia".

 

“Onestamente – conclude il presidente UDC –, mi auguro che la popolazione rifiuti la riapertura dell'ex caserma, dimostrando che la politica promossa da Sommaruga e dal suo Dipartimento è sbagliata e non deve trovare spazio in Ticino. Se Losone dicesse Si, purtroppo, non contribuirebbe ad arrestare questa deriva".

 

RIVA

 

Pubblicato il 23.05.2018 10:14

 

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